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Velenosi – degustazione a banchi di scuola FIS Roma

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      Mercoledì 22 novembre 2023, all’interno della Sala Monte Mario dell’Hotel Cavalieri Hilton di Roma, si è tenuta una degustazione a banchi di scuola dedicata all’Azienda marchigiana Velenosi, organizzata dalla Fondazione Italiana Sommelier, che aveva come momento centrale una verticale di quattro annate (2007, 2012, 2014 e 2020) del Rosso Piceno Superiore DOC “Roggio del Filare”, oltre a una selezione di altri quattro vini aziendali.

      Angiolina Piotti, fondatrice e proprietaria dell’azienda (insieme al marito Ercole Velenosi), coadiuvata dalla figlia Marianna, ha intrattenuto i partecipanti per due ore e mezza, con il racconto e la descrizione dell’attività e della storia di famiglia, del territorio e, ovviamente, del frutto del loro lavoro.

      A fare gli onori di casa e guidare per mano i presenti nel corso delle degustazioni (e non solo), il grande Sommelier e docente Luciano Mallozzi, che di certo non necessita di presentazioni.

      L’azienda vitivinicola Velenosi nasce nel 1984 per volontà di Angiolina Piotti ed Ercole Velenosi. Il cuore dell’azienda è situato nella storica città di Ascoli Piceno, a una distanza di circa 20 Km dal mare Adriatico e ad un’altezza di 150/200 mt. s.l.m. Quattro poderi di proprietà si estendono tra le colline che fanno da contorno alla valle del fiume Tronto (oltre a quello situato ad Ascoli Piceno, ce ne sono altri tre a Castorano, Monsampolo del Tronto e Castel di Lama), un vigneto nella zona di Ancarano (TE) e uno nella zona di San Marcello (AN), tra i Castelli di Jesi. In totale sono 150 gli ettari vitati di proprietà.
      La cantina fin dall’inizio ha ottenuto un grande successo di critiche giornalistiche pubblicate sui più rinomati
      La produzione è di circa 2.500.000 bottiglie (il seguente dato e potrebbe non essere aggiornato poiché pervenutoci a febbraio 2023, di conseguenza il numero di bottiglie potrebbe essere maggiore).

      Per l’occasione, sono stati proposti sette vini in degustazione:
      – Metodo Classico “Gran Cuvée Gold” 2012 (Chardonnay 70%, Pinot Nero 30%), 10 anni sui lieviti, sboccatura 2023, titolo alcolometrico 12,5%: paglierino tendente al dorato brillante con un perlage fine; al naso regala una balsamicità di erbe aromatiche, fiori bianchi, agrumi dolci (quasi una crema al limone), un po’ di frutta tropicale e una nota minerale che vira verso il fumé; in bocca è fresco e quasi sapido, limonoso, cremoso, lungo, con coerenti ritorni floreali e fruttati
      – Offida DOCG Pecorino “Reve” 2021, titolo alcolometrico 13,5%: il colore strizza l’occhio più al dorato che al paglierino; olfatto ampio di frutta a polpa gialla e tropicale, cedro dolce, fiori gialli, erbe aromatiche, un accenno di pepe bianco, mineralità che in questo caso assume sentori di pietra focaia (il tutto ricorda vagamente i tipici riconoscimenti olfattivi dei più classici Sauvignon); al palato troviamo una freschezza quasi prepotente, citrina, poi arriva a rimorchio un po’ di sapidità con coerenti ritorni fruttati; il sorso viene equilibrato da una leggera sensazione burrosa
      – Offida DOCG Rosso “Ludi” 2021 (Montepulciano 85%, Cabernet Sauvignon 8% e Merlot 7%), titolo alcolometrico 14%: rubino pieno, tendente al porpora, così concentrato da (quasi) tingere il calice; al naso giungono subito sentori di frutta rossa fresca e croccante (amarene su tutto), impreziositi da refoli balsamici, grafite e spezie scure (appena un accenno); in bocca risulta fresco e sapido, con il tannino protagonista, corposo ma dotato di una sua eleganza; il sorso offre una beva piacevole, con coerenti ritorni fruttati e chiusura leggermente amaricante che ricorda la polvere di cacao amaro e la liquirizia.
      – Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane DOCG “Verso Sera” 2021, titolo alcolometrico 14,5%: colore che ricalca quasi perfettamente il precedente; olfatto decisamente balsamico e leggermente etereo, per rimanere in tema di cioccolatini: una via di mezzo tra il “Pocket Coffee” e il “Mon Chéri”; al palato l’impatto è inizialmente morbido, poi arrivano di gran carriera il tannino, la parte fruttata e la spinta fresco-sapida, il tutto a donare un certo equilibrio, corpo e masticabilità
      – Rosso Piceno Superiore DOC “Roggio del Filare” 2020 (Montepulciano 70%, Sangiovese 30%), titolo alcolometrico 14,5%: Rubino pieno, meno orientato verso il porpora rispetto ai precedenti due; al naso l’attacco è dolce, troviamo frutta rossa matura, noce moscata, sentori vegetali, sbuffi balsamici, fiori rossi passiti, fruttini neri e un po’ di spezie scure; il sorso è ricco, elegante, equilibrato, fresco, sapido, di corpo, con un tannino interessante, coerenti ritorni fruttati e chiusura che ricorda la polvere di caffè
      – Rosso Piceno Superiore DOC “Roggio del Filare” 2014 (Montepulciano 70%, Sangiovese 30%), titolo alcolometrico 14,5%: rubino pieno che inizia a virare verso il granato; olfatto decisamente più maturo, a ricordare la prugna essiccata, il caffè, l’alloro, il pepe nero, qualche sentore fumé e una nota ematica; in bocca appare meno fresco del precedente ma la bevibilità è comunque garantita da una buona sapidità; tannino setoso, tutto sommato equilibrato
      – Rosso Piceno Superiore DOC “Roggio del Filare” 2012 (Montepulciano 70%, Sangiovese 30%), titolo alcolometrico 14,5%: più granato che rubino; al naso, almeno inizialmente, non appare limpidissimo poi aprendosi emergono sentori piuttosto cupi e intensi che ricordano la conserva (pomodoro essiccato), note vegetali (peperone), pepe nero, frutta rossa essiccata/cotta, foglia di te, incenso e un po’ di mentolo; al palato appare inizialmente morbido, dopo qualche istante manifesta un’insospettata freschezza (che invece latitava nel precedente) e coerenti ritorni fruttati; dotato di un discreto equilibrio e di una buona persistenza; finale lungo
      – Rosso Piceno Superiore DOC “Roggio del Filare” 2007 (Montepulciano 70%, Sangiovese 30%), titolo alcolometrico 14,5%: granato che vira verso il mattone; olfatto che ricorda il rabarbaro, la conserva, la prugna secca, il caffè tostato e il fungo essiccato; in bocca l’attacco è morbido, se pur con una evidente presenza tannica; la freschezza rimane in secondo, se non terzo, piano; chiusura che ricorda la polvere di cacao.

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